La musica nel cuore


La musica è intorno a noi. Tutto ciò che devi fare è ascoltare. La musica è sempre con noi. E’ nel vento, nell’aria, persino nel traffico. Basta solo fermarsi un attimo, a sentire”. August l’ha fatto. E’ grazie alla musica che lui ha ritrovato la sua famiglia. La musica è un qualcosa di forte, di imbattibile. Lui l’ha solo seguita, tutto il resto è venuto da sé. Evan, denominato dopo August, nasce da una relazione tra due musicisti. La madre rimane incinta, ma alla nascita le dicono che il bambino è morto. Il padre di Evan non aveva mai saputo della sua esistenza. Perciò il bambino era in un orfanotrofio. Scappa e in città incontra “Il Mago”, che sfrutta i ragazzi che suonano, per guadagnare soldi. La madre intanto, viene a conoscenza dell’esistenza di August, perciò comincia a cercarlo. Per non farsi trovare, August va in un’accademia musicale, dove impara a comporre. Così scrive il suo primo brano, che suona in un teatro. E’ in quello stesso teatro, che August ritrova i suoi genitori.
La sua famiglia era legata da un legame indissolubile, la musica. Un dono innato che aveva August. La musica è importante, talvolta ci salva. Questa storia ne è la dimostrazione. Questo film tratta anche altri argomenti, come l’adolescenza senza genitori. August li sentiva, li percepiva, per lui erano lì. Ma non tutti hanno la fortuna di trovarli in prima fila, al proprio concerto, per puro caso. Alcuni devono semplicemente accettare il fatto che sono stati sfortunati. Ma tutti i ragazzi sanno che i genitori sono lì con loro. Anche quando non li vedono, i genitori li accompagnano, sempre. Ma anche se sono lì, ai ragazzi mancano quelle figure, le stesse che ti consolano quando sei triste, che gioiscono con te quando sei felice, che ti chiedono il perché quando sei turbato. Man mano che il tempo passa, ci si fa l’abitudine, ma il dolore rimane sempre. Mancherà sempre quel pezzo che serve. E anche qui, tutto ciò che devi fare è ascoltare. Per quanto riguarda lo sfruttamento minorile, nel film è presente. “Il Mago”, sfrutta i bambini che sanno suonare la chitarra per guadagnare soldi. Credo che queste persone siano spregevoli. Ma non per il fatto che sono bambini quelli che usano, ma perché questi bambini sono prima di tutto persone. E le persone vanno trattate con rispetto. Certo, questa non è una situazione così grave come le cose che succedono in India o in Pakistan. I bambini devono lavorare, lì, per guadagnare per la loro famiglia. Non studiano per lavorare. Ma il solo fatto che ti sfruttino, anche per farti fare qualcosa che ti piace, come suonare in questo caso, credo non sia giusto. Purtroppo le ingiustizie esistono. In ogni paese o città che sia. Ma non dobbiamo per forza accettarle, se non vogliamo. Dobbiamo farci sentire e accettare le situazioni che ne conseguono. Così ha fatto August. Non è rimasto lì a subire. Ha inseguito il suo sogno, e ha vinto!
“La musica è nostra amica. E’ sempre con noi. La ascoltiamo quando siamo tristi, felici, quando vogliamo festeggiare o rilassarci. La musica è quel senso di vita che serve. Ci porta in luoghi fantastici, dove vorremmo essere. Ci ricorda avvenimenti passati, ci fa sperare nel futuro. Ci fa ridere, piangere. La musica è vita”.

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